Il Progetto

Progetto

L’isola di Linosa (Agrigento, Canale di Sicilia) ospita la maggiore colonia europea (seconda a livello globale) della Berta maggiore mediterranea (Calonectris diomedea), endemica del Mediterraneo e stimata in circa 10.000 coppie, pari a oltre il 60% della popolazione italiana, a oltre il 20% della popolazione europea e a circa il 15% dell’intera popolazione mediterranea.

La Berta maggiore mediterranea nidifica inoltre con una piccola popolazione nell’Isola di Lampedusa e con circa 200 coppie nell’isolotto di Lampione.

La colonia si trova nell’area “core” della specie, dove le azioni di conservazione possono incidere in modo determinante sullo stato di conservazione della specie; le altre piú grandi colonie si ritrovano infatti nel Canale di Sicilia a Zembra (Tunisia), Malta e Pantelleria (Sicilia).

Delle 308 specie vegetali rinvenute a Linosa, ben 74 sono considerabili emergenze floristiche di maggiore pregio fitogeografico e/o conservazionistico, 22 delle quali Briofite. Vengono considerati “emergenze floristiche” in quanto:

  • protetti da normative e direttive internazionali
  • inclusi nelle “Liste Rosse” regionali
  • endemiti esclusivi della Sicilia, del dominio apulo-siculo e dell’area centromediterranea sensu lato
  • endemiti rari su scala nazionale, regionale e/o provinciale
  • endemiti ai margini del loro areale di distribuzione (perlopiú mediterranee sud-occidentali e centro-orientali) e/o del loro range altitudinale.

Per quanto riguarda gli habitat, indipendentemente dalla loro estensione, va rimarcato l’ottimo e talora eccellente livello di integritá/rappresentativitá degli habitat naturali.

Una superficie significativa dell’isola é caratterizzata da incolti in evoluzione verso aspetti riferibili agli habitat di gariga e steppa che rappresentano giá ora una delle tessere piú importanti del mosaico seminaturale locale per la loro ricchezza floristica in genere e per l’elevato numero di specie pregiate che ospitano. Lo stesso discorso vale anche per gli ambienti pre-forestali coincidenti con colture arboree incolte, che potrebbero evolvere verso comunitá piú ricche e complesse di macchia termofila, ampliando e rendendo piú continue le superfici forestali.

Linosa svolge un ruolo strategico quale area di sosta di migliaia di uccelli migratori durante l’attraversamento del Mediterraneo. Il recupero di energie da parte di questi uccelli é possibile solo se nell’isola si mantiene la presenza di ambienti naturali e seminaturali diversificati e ricchi di specie.

Gli obiettivi del progetto sono

  • la tutela della popolazione nidificante a Linosa di Berta maggiore mediterranea (Calonectris diomedea) mediante l’eliminazione della principale causa di minaccia, la predazione di uova e nidiacei da parte del ratto nero (Rattus rattus), il cui tasso di predazione può arrivare al 40-50%.
  • la tutela di altre specie di vertebrati di interesse comunitario, presenti a Lampedusa o con piccole popolazioni, quali la Caretta (Caretta caretta), Uccello delle tempeste mediterraneo (Hydrobates pelagicus melitensis) o con grandi popolazioni come la Berta minore mediterranea (Puffinus yelkouan), in diversa misura minacciate dalla predazione da parte del ratto nero.
  • la tutela della popolazione di Linosa di Calandrella (Calandrella brachydactyla), minacciata  dall’espansione di specie vegetali aliene.
  • l’incremento dei livelli di naturalitá dell’intero ecosistema insulare grazie all’eliminazione di alcune delle specie vegetali aliene maggiormente invasive a livello mediterraneo (Carpobrotus edulis, Nicotiana glauca).
  • la tutela dell’habitat delle scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonium sp.pl. endemici minacciati da invasione da parte del Carpobrotus edulis.
  • la valorizzazione della popolazione di Berta maggiore mediterranea per favorire lo sviluppo di un turismo “verde” concentrato al di fuori della consueta stagione turistica, contribuendo così alla diffusione nella comunitá locale di una “inclinazione” favorevole alla conservazione di questo uccello pelagico e delle altre emergenze naturalistiche.
  • la crescita di un turismo “verde” anche a Lampedusa con conseguente destagionalizzazione e riduzione degli impatti.

Azioni e metodologie

L’eradicazione del Ratto nero nell’ isola di Linosa avverrá mediante la distribuzione di esche rodenticide e sará effettuata adottando una metodologia mista:

  • con esche protette all’interno di erogatori rigidi nelle aree abitate o comunque frequentate
  • con esche libere (rilascio di gruppetti di pellets nelle zone piú remote, disposti in siti protetti, fessure fra le rocce, sotto pietre ammucchiati.

L’azione sará preceduta e accompagnata da attivitá propedeutiche sia scientifiche (monitoraggio dell’abbondanza e individuazione dei periodi di maggiore criticitá per i ratti, indagine e test sulle specie non target con eventuale adozione di misure di tutela) sia di informazione e dialogo con la comunitá locale.

Il metodo adottato non comporta rischi di inquinamento ambientale e saranno adottate specifiche precauzioni nei confronti di cani e gatti domestici vaganti. Il progetto dettagliato dell’azione sará sottoposto a peer review.

Durante l’eradicazione saranno inoltre messe in atto misure di biosecurity (per ridurre il rischio di ricolonizzazione) che, tarate e perfezionate, saranno mantenute a tempo indefinito dopo la conclusione del progetto.

Verranno posti in atto interventi diversificati di eliminazione manuale e meccanica di Carpobrotus edulis e Nicotiana glauca, specie vegetali aliene fra le piú invasive nelle isole mediterranee ma ancora presumibilmente eradicabili a Linosa.

L’eradicazione del Carpobrotus contribuisce a favorire il buon esito dell’eradicazione del ratto nero in quanto questa pianta, nelle isole dove é presente, rappresenta una delle principali risorse trofiche per le popolazioni di ratto nero, in particolare durante le stagioni secche; la sua eliminazione favorirá quindi il consumo delle esche rodenticide; l’eliminazione di Nicotiana glauca e la progressiva sostituzione delle formazioni di specie nitrofile e ruderali permetteranno di ridurre la presenza di habitat ottimali per il ratto e per l’insediamento di altre specie aliene.

Saranno anche condotte attivitá di monitoraggio, quali censimento delle popolazioni di uccelli pelagici a Lampedusa e Lampione e ruolo della predazione da parte dei ratti.

Verranno attivate azioni innovative di comunicazione basate sulla rete con le metodologie e le tecniche del WEB 2.0 per favorire il turismo naturalistico nelle isole di Linosa e Lampedusa, con attivitá mirate a concentrare l’attenzione in particolare sulla Berta maggiore e cercando di stimolare la nascita di attivitá che ne valorizzino la presenza.

Saranno infine effettuate sia la valutazione degli effetti economici e sanitari dell’eradicazione del ratto nero (e confronto con i costi necessari per le misure di biosecurity) sia la valutazione degli effetti delle azioni di marketing.

Risultati attesi

La rimozione del Ratto nero che ha provocato il maggior numero di estinzioni documentate a livello globale permetterá un recupero dei livelli di naturalitá e un miglioramento dello stato di conservazione di specie autoctone, in primo luogo Calonectris diomedea. Per questa specie si prevede l’eliminazione del fattore che provoca un abbassamento del successo riproduttivo del 40-50%, su una popolazione stimata in circa 10.000 coppie.

Ci si attende quindi un miglioramento dello stato di conservazione complessivo della specie ed inoltre il possibile ripristino di condizioni idonee per la crescita della piccola popolazione di Berta minore mediterranea di Linosa un maggiore stato di conservazione di Berta minore mediterranea e Uccello delle tempeste mediterraneo di Lampedusa.

L’eradicazione di due delle specie vegetali aliene piú invasive nelle isole del Mediterraneo, la cui prevedibile espansione costituisce una seria minaccia per gli habitat naturali di Linosa nonché per le piante endemiche Limonium lopadusanum e Pancratium angustifolium, favorirá il successo dell’eradicazione di Rattus rattus ed eliminerá gli ambienti degradati idonei per ratti e altre specie aliene.

Ci si attende inoltre un notevole incremento della consapevolezza del valore della popolazione della Berta maggiore mediterranea e dei valori naturalistici delle isole nelle comunitá locali nonché una valorizzazione generale delle risorse naturali delle due maggiori isole delle Pelagie

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